Chi ha paura della politica?

Spesso basta nominare la parola “politica” per far allontanare chi si ha intorno, basta quella “parola magica” perché anche gli amici spariscano, facciano un passo indietro, timorosi… perché?

Ci hanno rubato il futuro, ci hanno rubato i soldi e hanno ottenuto anche di rubarci la politica. Ci hanno schifato a tal punto da allontanarci dalla politica.
Hanno instillato il dubbio che chiunque si candidi lo faccia per qualche secondo fine, interesse personale o di qualche corporativismo.

Dobbiamo capire a chi fa gioco questa cosa, forse a quegli stessi che ci hanno rubato soldi e futuro, dobbiamo capire come possiamo agire per cambiare le cose.

Dobbiamo riappropriarci della politica, noi cittadini onesti dobbiamo scendere in campo, dobbiamo rimboccarci le maniche e spalare via il fango presente.
La politica ha a che fare con il nostro futuro e i nostri sogni, non possiamo delegarli ad altri, non è più il tempo…

Possiamo provare a cambiare, a partire dal comune, possiamo farlo insieme in consiglio comunale (se vorrete accordarmi la preferenza) e possiamo farlo eleggendo Felice Casson.

Paolo Ticozzi
Candidato Consigliere Comunale lista PD
#SogniConcreti #PerLaCittà

come si vota alle elezioni comune di Venezia 31 maggio 2015 vota Paolo Ticozzi consigliere comunale PD e Felice Casson sindaco

Come si vota il 31 maggio

Come si vota? Come fai a votarmi? Bene,  nulla di più facile:

ECCO LE INDICAZIONI PER VOTARE ME CONSIGLIERE COMUNALE e FELICE CASSON SINDACO
Segui le indicazioni in figura:
Sulla scheda azzurra, fai una X sul simbolo del PD e scrivi a fianco “Ticozzi“.
come si vota alle elezioni comune di Venezia 31 maggio 2015 vota Paolo Ticozzi consigliere comunale PD e Felice Casson sindaco
Fai così per votare Paolo Ticozzi consigliere e Felice Casson, il mio candidato sindaco, come sindaco!

Fac-simile della scheda:

come si vota alle elezioni comune di Venezia 31 maggio 2015 vota Paolo Ticozzi consigliere comunale PD e Felice Casson sindaco

Si può votare solo domenica 31 maggio dalle 7.00 alle 23.00.

PS: c’è anche la doppia preferenza di genere, ovvero oltre a me puoi votare anche una donna ma solo se è candidata in lista PD!

COLORIAMESTRE

Colorare la Città di Terraferma

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Illustrazioni, Poesie, Murales, interventi di street art, proiezioni video sui muri della città di Terraferma, che amo pensare come un enorme foglio bianco, una grande tela da colorare.

I muri di una città possono diventare portatori di un messaggio, supporto per un’opera artistica, sull’esempio di Bruxelles sui cui muri ci sono oltre 50 illustrazioni con enormi personaggi dei fumetti, e molti turisti cartina alla mano seguono un percorso ad hoc alla loro ricerca.

Un modo alternativo per lavorare sulla città, sul trovare un nuovo significato per Mestre collegata all’arte contemporanea, non solo quella dei musei ma quella fatta dai piccoli e grandi artisti che operano in città e non solo.

Un modo per abbellire luoghi pubblici ma anche cantieri come nel caso di quello in piazza Ferretto della foto qui sotto e qui sopra.

In città sono già stati fatti alcuni tentativi a riguardo, basti pensare al Parco Albanese con l’iniziativa Meeting of style o la ridipintura dell’esterno dell’Auditorium Lippiello alla Cipressina, va fatto sistema e creato un piano strategico in merito per colorare Mestre con l’arte e far passare il messaggio che a Mestre l’arte è reale.

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Questa campagna per quanto mi riguarda si inserisce nella macrocampagna Venezia Libera l’Arte che  si divide in tre parti:
Venezia Libera La Musica, per la valorizzare e agevolare la musica dal vivo negli spazi pubblici e privati, occasione di aggregazione e creazione di comunità e presidio del territorio;
Venezia Libera l’Arte di Strada, proposte per valorizzare l’arte di strada e integrarla nell’offerta culturale cittadina rivedendo il regolamento che la regola;
– ColoriaMestre, per pensare Mestre come un grande foglio bianco da colorare con Illustrazioni, Poesie, Murales e interventi di Street Art.

Se vuoi conoscere gli altri progetti per quanto riguarda la cultura vai alla pagina Cultura & Comunità.

Bisogna essere matti

Bisogna essere proprio matti, per rinunciare, dopo un anno di lavoro, ad andare una settimana in ferie (poco importa che in realtà, non siano ferie ma sia disoccupazione, al giorno d’oggi è già un lusso).
Bisogna essere follemente matti soprattutto se quella settimana potresti andare al mare, per giunta ospite, senza nemmeno dover pagare l’affitto.

Bisogna essere un po’ matti per impiegare altrimenti giornate che potresti spendere per studiare per fare esami per tentare di raggiungere l’agognato miraggio del posto fisso.
Bisogna essere chiaramente matti per pensare che la cultura e l’arte possano cambiare le cose, possano combattere e sconfiggere il degrado.

Bisogna essere decisamente matti per organizzare un’iniziativa di 9 giorni con un sacco di cose dentro, giocoleria, teatro, open mic, poesia, poetry slam, reading, cortometraggi, contest hip hop, musica concerti di giovani e concerti di adulti.
Bisogna essere straordinariamente matti per fare questa rassegna e non chiamarla festival, quando tutti chiamano festival qualsiasi cosa.

Bisogna essere molto matti per fare davvero qualcosa per Mestre e non solo postare status su facebook o twitter.
Bisogna essere estremamente matti a passare tutto un giorno estivo di sole al computer (e non solo uno) per organizzare questa cosa chiamata #OpenPark.

Bisogna essere seriamente matti a pensare che questo del tirarsi su le maniche in qualche modo è fare politica, davvero, al di là delle manifestazioni pro o contro, dei magna magna e dei l’avevo detto io.
Bisogna essere pazzamente matti per sentire tutto questo come un atto di poesia, di bellezza, quelle cose per cui vale la pena vivere.

Bisogna essere matti matti a organizzare tutto ciò nella speranza di incontrare altre persone che abbiano voglia di collaborare, di altre persone che vogliano vivere la città.
Bisogna essere matti ma bisogna esserlo insieme, da soli non ci si può dare dei matti…

Se vuoi essere collettivamente matto partecipa a #OpenPark al Parco Bissuola dal 6 al 15 luglio (www.openparkbissuola.blogspot.it)

Potrai viverlo in prima persona
– esibendoti all’Open Mic cantando, suonando, recitando, giocolando, raccontando… – 6 luglio
– esibendoti o facendo il giurato al Poetry Slam (un torneo di poesia!) – 12 luglio
– esibendoti a come rapper o ballerino di breakdance a Freestyle your Park – 7 luglio
– esibendoti come giocoliere – 6 luglio
– partecipando ai laboratori – 10 luglio
– partecipando al laboratorio di teatro – 9 luglio

Potrai assistere ad un sacco di spettacoli ed eventi: qui la programmazione

Se vuoi essere proprio matto matto e dare una mano all’organizzazione anche tu scrivimi a associazioneluoghicomuni@gmail.com

Ricordati che non sei speciale (o meglio lo sei ma fino a un certo punto)

Bisognerebbe smetterla di portare esempi solo di esseri umani eccezionali o quantomeno molto fortunati.
Molti, troppi, vivono nella frustrazione; gli esempi che ci vengono portati sono spesso inarrivabili.
I mezzi tecnologici ci mettono in contatto virtuale con esseri umani straordinari, superdotati di un talento, una caratteristica o un’abilità particolare (sportivi, scienziati, modelli, musicisti, attori) che vengono esaltati con una retorica che tende a trasformarli in semidei.

Le linee che narrano queste figure le distaccano dall’umanità e li rendono marziani e allo stesso tempo e per questo oggetti di culto, venerazione e invidia… modelli inarrivabili

Sognare risultati e vite, che la stragrande maggioranza non potrà mai vivere, non fa di certo bene.

Il confronto con queste pseudo-divinità per molti diventa fonte di insoddisfazione e frustrazione, questo sentimento probabilmente fa parte di un meccanismo che viene usato per crearci bisogni indotti; pseudo-scorciatoie: per dimagrire, per una pelle più liscia, per un suono di chitarra migliore, per allenare l’intelligenza o per avere un fisico più prestante.

Bisogna imparare, educarsi e educare a capire che non tutti siamo chiamati a suonare per riempire gli stadi, fare comizi che riempiono le piazze o a fare record mondiali di nuoto a stile libero, per la stragrande maggioranza le dimensioni consone e raggiungibili sono i concerti al pub, il comizio al circolo e il record di corsa campestre della polisportiva.

Non c’è nulla di male a non essere eccezionali.

Bisogna superare l’invidia in un’accettazione di sé stessi, che non deve voler dire rassegnazione.
Bisogna ricordare che anche chi è molto dotato in qualcosa ed è riuscito ad avere successo ha avuto bisogno di impegno, costanza e qualche barile di sudore della fronte.

Penso sia importante (imparare a) porsi dei sogni a portata di mano, penso sia un passo importante per la felicità.
Perché come diceva SuperTramp quando nella vita vuoi una cosa “allunga la mano e prendila”… ma se la mano non ci può arrivare che fine fa?

Sabato leggo tenendo per mano un bambino invisibile

Nel pomeriggio di Sabato 28 settembre 2013, in un orario imprecisato dopo le 17 mi materializzerò a San Giacomo dell’Orio a Venezia all’iniziativa VENEZIA POESIA 2013 – 100ThousandPoetsForChange e leggerò degli estratti da Il Bambino invisibile e i suoi amici, avrò con me anche qualche copia per chi la volesse.

Ci sarà bella gente a palate, birra, un sacco di poesia e anche un poetry slam.
Insomma poesia nella città più poetica del mondo accompagnata da una birra che non guasta mai.

Ritorni (in mente)

Solo una settimana, ma che è sembrata un anno, per quanto densa.
Ho fatto un viaggio a visitare elfi, boschi ed eco-villaggi; ho trovato: luoghi incantati, tante belle persone, comunicazione vera.

vista della Valle degli Elfi

Col mio Frik, il mio compagno di viaggio, abbiamo fatto bagni in almeno 3 fiumi diversi, più un bagno notturno sotto le stelle cadenti alle terme di Saturnia.
Tutto on the road. Poco di programmato, orecchie alzate pronte a cogliere quello che il destino/caso/karma ci proponeva. Senza farsi sfuggire occasioni.
Un’esperienza importante che segna. Se ci riuscirò proverò a condividerla (più avanti) in modo più sistematico.

Un abbraccio, buona vita e buona strada a tutti quelli che ho incontrato sperando di rivederci presto ancora, a braccia aperte.
Paolo

Manifesto

Oggi non lavoro oggi non mi vesto, resto nudo e manifesto.

Niente sveglia, niente camicia abbottonata oggi. Ieri sono uscito da lavoro cantando. Ho salutato i colleghi, ne ho abbracciati alcuni e ho augurato a tutti buon anno, buon lavoro e buona vita. Sì, con ieri ho chiuso con il lavoro da consulente informatico.

Sono fuori dal coro completamente diverso.

La scelta che ho fatto (lasciare un lavoro da ingegnere per darmi al sociale e al culturale ndr.), l’ho fatta per me, ma nel mio piccolo (tra l’altro paolo etimologicamente deriva da piccolo, sì, sono un po’ in fissa con il mio nome) penso di aver dato una piccola testimonianza a conoscenti e colleghi.

Eccomi qui a “manifestare”, a rendere manifesto tutto ciò.
Si apre un nuovo capitolo da scrivere.

Meno stress e più farfalle.


Tutte le frasi in corsivo sono tratte da Manifesto della Bandabardò, colonna sonora perfetta per questa giornata.