Golosessi

E insomma, ieri ho partecipato al mio primo #poetryslam e non ne sono uscito particolarmente malconcio, nonostante la presenza di slammer di caratura nazionale.

Ecco, così per festeggiare, vi condivido qui il primo testo che ho letto ieri. Nell’ultimo periodo mi sto sperimentando con la scrittura in dialetto, il mio dialetto è una lingua bastarda tra veneziano e mestrino, origliato per strada e dai miei nonni che parlavano tra loro perché ai miei genitori e a me (salvo nell’ultimo periodo) parlavano in italiano; questa poesia la dedico virtualmente a loro.

Golosessi

I to baxeti xé come biscoti,
ne vojo un drio man de staltro,
l’ultimo no xé mai l’ultimo,
damene uno po’ damene naltro.

Semo come do dischi roti,
avanti indrio do gambereti,
semo come do pomi coti,
co un fia’ de sucaro semo parfeti!

Baxime, baxime ancora,
che dei to baxi no sarò stufo mai,
baxime, baxime ancora,
che no ingrassa i baxi ciapai!
Ancora, baxime ancora,
tute e volte che ti vol,
baxime, baxime ancora,
i baxi ingrassa solo ch’el cuor!

I to baxeti xé come biscoti:
sempre forme e gusti diversi,
ti lo sa mi i voria tuti,
in ogniun ghe xé dentro universi.

Co nialtri do semo ‘brassai,
do biscoti coa marmeata,
un golosesso femo petai,
come el pan coa cioccoeata.

Baxime, baxime ancora,
che i to baxi no g’ha ogio de palma,
ancora, baxime ancora,
che xé l’unica roba che me calma!
Baxime, baxime ancora,
no so tegnir testa a me bulimia,
baxime, baxime ancora,
parché ‘a me nutella, mi me ‘a so finia!

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Tempo

Il tempo, per gran parte della mia vita per scelte personali, fortuna e condizioni al contorno ho avuto molto tempo “libero” a disposizione, parte del quale l’ho impiegato in varie attività e molto l’ho usato oziando.
Ora per varie congiunture mi sono reso conto che non tutti (e nemmeno io stesso) possono avere sempre tanto tempo “libero”.
Allora questo nostro tempo impieghiamolo bene, con qualità: non sempre è la quantità di tempo impiegata in qualcosa o in un rapporto con parenti, amici, partner la cosa importante (perché purtroppo la quantità non sempre dipende solo da noi), è importante la qualità.
Quando ci vediamo proviamo a parlare davvero, ad accorciare le distanze, un abbraccio, una parola o una carezza.
Se non erro in Alice nel Paese delle Meraviglie, c’è un brano in cui si parla del tempo e viene chiesto ad Alice se il tempo la batta o sia lei a batterlo (giocando su beat in inglese), battiamo noi il tempo, scandiamolo e non facciamoci battere (picchiare) da lui, che in fin dei conti passa ugualmente; puoi perderlo o cavalcarlo come fosse un’onda e tu un surfista, ma ricorda la tavola da surf è la tua volontà. – Paolo Ticozzi

8 marzo – La Sposa Bambina

Ecco un altro mio testo, che ha una decina d’anni, che avevo portato un po’ in giro con i Dulcamara, quando ancora facevo finta di suonare e di cantare.
Mi è tornato in mente oggi nella ricorrenza dell’8 marzo, eccolo qui senza pretese.

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La Sposa Bambina
Mani mulatte,
bracciali di rame,
due veli l’avvolgono;
la sposa bambina
che sposa una vita
che altri per lei scelgono.

E’ un giorno di festa giù al campo
è un giorno che non scorderà,
bastan due mani e un anello
per ogni brutalità.
E’ un giorno di festa giù al campo
è un giorno che non scorderà,
bastan due mani soltanto
per violare la sua intimità.

Ma le sue dita
avevano già
conosciuto l’amore sacro;
in un campo di grano
un cugino lontano
aveva accarezzato.

E’ un giorno di festa giù al campo
è un giorno che non scorderà,
bastan due mani e un anello
per ogni brutalità.
E’ un giorno di festa.…

I suoi occhi neri,
profondi come pozzi,
nel cielo lo cercano
e le gocce di pioggia
che bagnano i pazzi
oggi li riempiono.

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PS: L’immagine qui sopra è di una campagna di Amnesty in proposito; sostenete Amnesty quando potete. Quella qui in alto è un quadro di Vincent Van Gogh.

Chi ha paura della politica?

Spesso basta nominare la parola “politica” per far allontanare chi si ha intorno, basta quella “parola magica” perché anche gli amici spariscano, facciano un passo indietro, timorosi… perché?

Ci hanno rubato il futuro, ci hanno rubato i soldi e hanno ottenuto anche di rubarci la politica. Ci hanno schifato a tal punto da allontanarci dalla politica.
Hanno instillato il dubbio che chiunque si candidi lo faccia per qualche secondo fine, interesse personale o di qualche corporativismo.

Dobbiamo capire a chi fa gioco questa cosa, forse a quegli stessi che ci hanno rubato soldi e futuro, dobbiamo capire come possiamo agire per cambiare le cose.

Dobbiamo riappropriarci della politica, noi cittadini onesti dobbiamo scendere in campo, dobbiamo rimboccarci le maniche e spalare via il fango presente.
La politica ha a che fare con il nostro futuro e i nostri sogni, non possiamo delegarli ad altri, non è più il tempo…

Possiamo provare a cambiare, a partire dal comune, possiamo farlo insieme in consiglio comunale (se vorrete accordarmi la preferenza) e possiamo farlo eleggendo Felice Casson.

Paolo Ticozzi
Candidato Consigliere Comunale lista PD
#SogniConcreti #PerLaCittà

come si vota alle elezioni comune di Venezia 31 maggio 2015 vota Paolo Ticozzi consigliere comunale PD e Felice Casson sindaco

Come si vota il 31 maggio

Come si vota? Come fai a votarmi? Bene,  nulla di più facile:

ECCO LE INDICAZIONI PER VOTARE ME CONSIGLIERE COMUNALE e FELICE CASSON SINDACO
Segui le indicazioni in figura:
Sulla scheda azzurra, fai una X sul simbolo del PD e scrivi a fianco “Ticozzi“.
come si vota alle elezioni comune di Venezia 31 maggio 2015 vota Paolo Ticozzi consigliere comunale PD e Felice Casson sindaco
Fai così per votare Paolo Ticozzi consigliere e Felice Casson, il mio candidato sindaco, come sindaco!

Fac-simile della scheda:

come si vota alle elezioni comune di Venezia 31 maggio 2015 vota Paolo Ticozzi consigliere comunale PD e Felice Casson sindaco

Si può votare solo domenica 31 maggio dalle 7.00 alle 23.00.

PS: c’è anche la doppia preferenza di genere, ovvero oltre a me puoi votare anche una donna ma solo se è candidata in lista PD!

COLORIAMESTRE

Colorare la Città di Terraferma

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Illustrazioni, Poesie, Murales, interventi di street art, proiezioni video sui muri della città di Terraferma, che amo pensare come un enorme foglio bianco, una grande tela da colorare.

I muri di una città possono diventare portatori di un messaggio, supporto per un’opera artistica, sull’esempio di Bruxelles sui cui muri ci sono oltre 50 illustrazioni con enormi personaggi dei fumetti, e molti turisti cartina alla mano seguono un percorso ad hoc alla loro ricerca.

Un modo alternativo per lavorare sulla città, sul trovare un nuovo significato per Mestre collegata all’arte contemporanea, non solo quella dei musei ma quella fatta dai piccoli e grandi artisti che operano in città e non solo.

Un modo per abbellire luoghi pubblici ma anche cantieri come nel caso di quello in piazza Ferretto della foto qui sotto e qui sopra.

In città sono già stati fatti alcuni tentativi a riguardo, basti pensare al Parco Albanese con l’iniziativa Meeting of style o la ridipintura dell’esterno dell’Auditorium Lippiello alla Cipressina, va fatto sistema e creato un piano strategico in merito per colorare Mestre con l’arte e far passare il messaggio che a Mestre l’arte è reale.

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Questa campagna per quanto mi riguarda si inserisce nella macrocampagna Venezia Libera l’Arte che  si divide in tre parti:
Venezia Libera La Musica, per la valorizzare e agevolare la musica dal vivo negli spazi pubblici e privati, occasione di aggregazione e creazione di comunità e presidio del territorio;
Venezia Libera l’Arte di Strada, proposte per valorizzare l’arte di strada e integrarla nell’offerta culturale cittadina rivedendo il regolamento che la regola;
– ColoriaMestre, per pensare Mestre come un grande foglio bianco da colorare con Illustrazioni, Poesie, Murales e interventi di Street Art.

Se vuoi conoscere gli altri progetti per quanto riguarda la cultura vai alla pagina Cultura & Comunità.