AttivA(R)TI è partito alla grande!

AttivA(R)TI è partito alla grande con l’evento di lancio di ieri, oggi locandina su LA Nuova Venezia e articolone.

Ora si prosegue con le azioni del progetto, quelle che curerò io sono Danza Folk Urbana e la Call Fotografica Fotograffitismi.

Cliccate sui link per saperne di più!

artisti contro il degrado

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AttivA(R)TI

Era molto che non tornavo a scrivere in questo sito/blog.

In breve sono diventato un #ticoprof a tutti gli effetti, sono entrato in ruolo nell’I.I.S. G. Bruno R. Franchetti, la mia scuola superiore, quella dove ho studiato.
Sì sono dall’altra lato della cattedra e collega di alcuni miei vecchi professori.

Detto questo ultimamente sono molto preso del progetto AttivA(R)TI che sto realizzando con Luoghi Comuni assieme a Live Arts Cultures.

Un progetto articolato di rigenerazione urbana, domenica 3 dicembre 2017 lo presentiamo con un evento di lancio. Vieni?

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Sito didattico Ticoprof

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Ho creato su wordpress il blog ticoprof.wordpress.com un semplice blog didattico in cui inserire:

  • esercizi di programmazione per i miei studenti  (e soluzioni agli stessi)
  • link a programmi, siti e manuali online utili alla didattica e all’apprendimento della programmazione.

Perché ho usato un blog quando ormai c’è il registro elettronico a disposizione che permette la condivisione di materiale con gli studenti?

Perché in una logica open, di libero accesso alla cultura, creative commons e condivisione dei saperi, una volta fatta la “fatica” di pensare gli esercizi e scriverne le soluzioni o di cercare del materiale didattico valido, con poco sforzo in più lo si può condividere non solo con i propri studenti ma anche con il resto dei naviganti di internet e magari far trovare esercizi e risorse utili anche ad altri studenti o colleghi o semplici curiosi di programmazione.

Se vuoi dare un’occhiata al sito ecco il link.

 

#nonessereisole

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28/3/2016
#nonessereisole

Oggi il concerto all’Auditorium Lippiello è stato molto bello e non solo per il gruppo che ringrazio davvero molto.

È stato bello perché è intervenuta e ha partecipato anche la cittadinanza, e soprattutto persone che avevano tutta l’aria di non aspettare più la pensione.Un regalo, un pomeriggio di spensieratezza, musica e allegria, perché anche chi non balla viene travolto dal brio che le danze stanano in chi balla.

Fra tutte le persone ad un certo punto della serata la mia attenzione si è soffermata su un signore, capelli bianchi e borsello poggiato al bracciolo della sedia. Da quando l’ho osservato non ha mai ballato. È rimasto tutto il concerto. Finito il concerto è rimasto ancora ad osservare chi continuava a ballare. Ad un certo punto ho guardato nella sua direzione e non c’era più… Pensavo se ne fosse andato e invece magicamente dopo qualche minuto è riapparso dall’altro lato della sala.

Mi ha mosso qualcosa dentro, non conosco e non conoscevo la sua storia, potevo solo immaginare… Probabilmente vive da solo e il concerto al Lippiello è stato un diversivo riuscito per un suo pomeriggio. A me non riesce facile andare in un posto, a un evento dove non conosco nessuno, ci vuole coraggio. Lui invece ci è venuto si è seduto ed è stato lì. Da quando l’ho notato nessuno gli ha rivolto la parola. Era lì solo, in mezzo a un sacco di gente.

Mi è scattato il sentimento, mi sono immaginato vecchio, mi sono immaginato con uno sforzo per me titanico riuscire a entrare nella sala e sedermi, mi sono immaginato a guardare giovani che ballano tra loro, a rubare con gli occhi l’energia, mi sono sentito enormemente triste per il fatto che in un luogo così affollato nessuno mi avesse rivolto la parola.

Mi sono alzato sono andato in bagno e tornando gli ho chiesto come gli era parso il concerto, se gli fosse piaciuto; mi ha risposto che gli era piaciuto, peccato non ci fossero brani cantati.
È stato fino al penultimo brano, è uscito poco prima di me.

Una volta uscito anche io l’ho visto proseguire lungo il marciapiede alberato zoppicando. Forse era per quello che non ha ballato, chissà un tempo. Chissà che ricordi ed emozioni oggi pomeriggio gli ha smosso dentro.

post originale qui

Scegliere il conflitto ogni giorno

 

E scegliere ogni giorno di vivere il conflitto.

Vivere nello straziante conflitto interiore, straziati da cavalli da tiro che puntano verso parti opposte. Vivere ogni giorno la consapevolezza del conflitto e i suoi limiti.
Rimanere fermi coscienti che seguire falene che vanno verso il sole o verso lo spazio vuoto non sia una soluzione valida.

Da un lato si brucia, dall’altra non c’è aria da respirare. Bisogna restare in orbita in un difficile equilibrio precario, che va puntellato e scelto coscientemente ogni giorno, mica facile, eh.

8 marzo – La Sposa Bambina

Ecco un altro mio testo, che ha una decina d’anni, che avevo portato un po’ in giro con i Dulcamara, quando ancora facevo finta di suonare e di cantare.
Mi è tornato in mente oggi nella ricorrenza dell’8 marzo, eccolo qui senza pretese.

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La Sposa Bambina
Mani mulatte,
bracciali di rame,
due veli l’avvolgono;
la sposa bambina
che sposa una vita
che altri per lei scelgono.

E’ un giorno di festa giù al campo
è un giorno che non scorderà,
bastan due mani e un anello
per ogni brutalità.
E’ un giorno di festa giù al campo
è un giorno che non scorderà,
bastan due mani soltanto
per violare la sua intimità.

Ma le sue dita
avevano già
conosciuto l’amore sacro;
in un campo di grano
un cugino lontano
aveva accarezzato.

E’ un giorno di festa giù al campo
è un giorno che non scorderà,
bastan due mani e un anello
per ogni brutalità.
E’ un giorno di festa.…

I suoi occhi neri,
profondi come pozzi,
nel cielo lo cercano
e le gocce di pioggia
che bagnano i pazzi
oggi li riempiono.

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PS: L’immagine qui sopra è di una campagna di Amnesty in proposito; sostenete Amnesty quando potete. Quella qui in alto è un quadro di Vincent Van Gogh.

Rondini

Il testo qui sotto mi è tornato in mente oggi dopo la performance di Angela Merkel con la ragazzina rifugiata palestinese che le ha detto dopo le superiori, avrebbe voluto fare l’università in Germania…
l’ho scritto qualche anno fa, quando scrivevo (ancora) canzoni, se qualcuno avesse voglia di metterlo in musica e cantarlo sarebbe molto bello.

foto di Linosalento in Creative Commons

Come Rondini Zingare 

(strofa1)
Come angeli e rondini zingare,
senza barriere e senza confini
gli uomini han da viaggiare
senza essere clandestini.
Come vento, pioggia e canzoni,
che non si possono fermare,
come tornado ed aquiloni
dovremmo poter viaggiare.

(ritornello 1)
Non puoi fermare il tempo, non puoi fermare un fiume,
la terra che gira o le onde del mare,
come puoi pensare di provare a fermare
un uomo con un sogno per cui camminare.

(strofa 2)
Come branchi di lupi e migranti,
senza confini e senza frontiere,
gli uomini han da viaggiare
senza temere galere.
Come vento pioggia e canzoni,
che non si possono arrestare,
come nuvole e cicloni,
dovremmo poter volare.

(ritornello 2)
Non puoi fermare il tempo, non puoi fermare un fiume,
la terra che gira o le onde del mare,
come puoi pensare di provare a fermare
un uomo con un sogno per cui camminare.

(outro)
Non busseremo alle porte per entrare in paradiso,
scavalcheremo i confini ed il filo spinato,
ci chiamerete barbari o forse migranti,
ci sbattere fuori ma saremo in tanti,
un'invasione umana senza eserciti e armi,
un'invasione che... non potrà arrestarsi.

EDIT – avevo pubblicato il post nel blog ma non l’avevo condiviso nei social, ora lo farò spinto dalla straziante foto di Aylan, il bambino siriano di 3 anni, morto mentre tentava di raggiungere la Grecia dalle coste della Turchia.

Questo testo lo pubblico con Licenza Creative Commons:
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Rondini di Paolo Ticozzi è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso paolo.ticozzi@gmail.com.

OVVERO:
Sostanzialmente vuol dire che se vuoi usarlo in qualche modo puoi farlo a patto di: citare la fonte, non usarlo a scopi commerciali e condividere eventuali opere derivate con la stessa licenza.

Se qualcuno avesse voglia di musicarlo ben venga, cantarlo a squarciagola o altro volentieri.

PS La foto delle rondini è di Linosalento pubblicata su flickr con licenza Creative Commons.