Aperitivo presentazione Venezia Libera la Musica con Pierpaolo Capovilla

venezia libera la musica aperitivo capovilla

Giovedì 21 maggio ore 19 presso Imagina Café, campo S. Margherita (vicino ponte dei Pugni), Venezia

Aperitivo di presentazione di Venezia Libera La Musica
campagna per favorire la musica dal vivo nel comune di Venezia

con:
Pierpaolo Capovilla (Teatro degli Orrori)
e i promotori:
– Cristina Baldan, Enrico Vianello (Lista Felice Casson Sindaco),
– Paolo Ticozzi (Lista Partito Democratico)
– Lucio Rubini (comitato Casson)

Invitati i primi firmatari, gli aderenti e tutta la cittadinanza.

Una prospettiva partecipata per il Teatro del Parco

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Il Teatro del Parco è chiuso da otto anni.
Un teatro è un luogo dove le cose accadono, dove le cose possono e devono succedere, dove le persone s’incontrano e non solo sopra al palcoscenico; un teatro chiuso è un luogo dove non accade nulla, dove s’immobilizza il pensiero, dove la cultura ristagna e tutto sbiadisce: la sua storia, il suo futuro e quello che vi è intorno.

Il Teatro del Parco è una struttura che rappresenta un’enorme e imperdibile opportunità di rilancio culturale e sociale per il nostro territorio e il Parco Albanese. Il teatro potrà rinascere a nuova vita a patto di non essere più esclusivamente un palcoscenico espositivo di spettacoli ed eventi, ma un luogo vivo e partecipato, cresciuto grazie alla comunità che lo circonda e in grado di riconfigurarsi come un organismo pulsante di promozione sociale

Non servono grandi finanziamenti per far risorgere il Teatro del Parco, ma un percorso che lo reinventi in modo partecipato e adotti nuovi modelli di gestione, coinvolgendo cittadini, associazioni, operatori teatrali e culturali.

Al suo interno si possono immaginare una pluralità di attività: dai laboratori teatrali ai corsi di formazione, dalle proiezioni video, alle sale prove musicali e teatrali, dalle sale di posa ai concerti.

In quest’ottica organizzo per Martedì 26 Maggio alle ore 18.45 presso il BarAtto del Parco Albanese un incontro dal titolo:

Riapriamo il Teatro del Parco!
Dopo la chiusura la prospettiva della partecipazione

Si partirà con alcuni interventi strutturati per poi avviare una discussione libera e un avvio di gruppo di lavoro per delineare un progetto di riapertura del teatro.

  • Una prospettiva per il TdP inserita in città  – Paolo Ticozzi, Candidato al Consiglio Comunale con il PD per Casson
  • L’esperienza del Teatro Sociale di Gualtieri – Giorgia Liguori, Teatro Sociale di Gualtieri e Candidata Municipalità con il PD Favaro Veneto
  • Il ruolo della partecipazione in un progetto per il TdP, Ruben Baiocco, IUAV
  • L’importanza del teatro nella comunità, teatro non solo a teatro, Nicolò Polesello, Beta Teatro
  • I Modelli di Gestione, Maurizio Busacca, Università Ca’ Foscari e Sumo Scs

La cittadinanza è invitata a partecipare.


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COLORIAMESTRE

Colorare la Città di Terraferma

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Illustrazioni, Poesie, Murales, interventi di street art, proiezioni video sui muri della città di Terraferma, che amo pensare come un enorme foglio bianco, una grande tela da colorare.

I muri di una città possono diventare portatori di un messaggio, supporto per un’opera artistica, sull’esempio di Bruxelles sui cui muri ci sono oltre 50 illustrazioni con enormi personaggi dei fumetti, e molti turisti cartina alla mano seguono un percorso ad hoc alla loro ricerca.

Un modo alternativo per lavorare sulla città, sul trovare un nuovo significato per Mestre collegata all’arte contemporanea, non solo quella dei musei ma quella fatta dai piccoli e grandi artisti che operano in città e non solo.

Un modo per abbellire luoghi pubblici ma anche cantieri come nel caso di quello in piazza Ferretto della foto qui sotto e qui sopra.

In città sono già stati fatti alcuni tentativi a riguardo, basti pensare al Parco Albanese con l’iniziativa Meeting of style o la ridipintura dell’esterno dell’Auditorium Lippiello alla Cipressina, va fatto sistema e creato un piano strategico in merito per colorare Mestre con l’arte e far passare il messaggio che a Mestre l’arte è reale.

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Questa campagna per quanto mi riguarda si inserisce nella macrocampagna Venezia Libera l’Arte che  si divide in tre parti:
Venezia Libera La Musica, per la valorizzare e agevolare la musica dal vivo negli spazi pubblici e privati, occasione di aggregazione e creazione di comunità e presidio del territorio;
Venezia Libera l’Arte di Strada, proposte per valorizzare l’arte di strada e integrarla nell’offerta culturale cittadina rivedendo il regolamento che la regola;
– ColoriaMestre, per pensare Mestre come un grande foglio bianco da colorare con Illustrazioni, Poesie, Murales e interventi di Street Art.

Se vuoi conoscere gli altri progetti per quanto riguarda la cultura vai alla pagina Cultura & Comunità.

Pubblica Amministrazione Aperta e Digitale

Mercoledì 20 maggio parteciperò all’incontro pubblico:

Pubblica Amministrazione Aperta e Digitale
Locandina Incontro Pubblica Amministrazione Aperta e Digitale

L’incontro è organizzato dal VELug (Venice Free Software User Group) e vi parteciperò assieme ad Alessandra Poggiani candidata in consiglio regionale nella lista civica di Alessandra Moretti.

Il tema dell’incontro lo sento molto vicino perché coniuga due campi diversi della mia formazione ovvero l’informatica e la gestione etica d’azienda.

Mi piacerebbe questo incontro fosse solo l’inizio di un percorso di ascolto dei cittadini attivi e competenti in materia e che a partire da qui possa sviluppare un forum di cittadinanza digitale ad hoc (virtuale e non) nel comune di Venezia sul modello del forum del verde che in questi anni è stato sviluppato tra le associazioni che si occupano di ambiente e verde a livello locale e mi piacerebbe partire anche con un forum cittadino delle associazioni giovanili e culturali.

L’incontro si svolgerà presso presso la casa delle associazioni di via Pomi 3 a Zelarino.

Venezia Libera la Musica

Penso che si possa fare molto per la musica dal vivo a Venezia e Mestre e voglio farlo!
In quest’ottica con altri amici candidati come me in consiglio comunale abbiamo fatto partire la petizione che si chiama Venezia Libera la Musica.

venezia libera la musica

La campagna è volta a portare l’attenzione sulla musica dal vivo in città e in particolare vuole andare a richiedere l’applicazione del Live Music Act, legge di Massimo Bray per snellire le burocrazie per la musica dal vivo, anche a Venezia e Mestre e agevolare

Il mio contributo in questi anni per la musica dal vivo in città con eventi e festival è noto, e voglio continuare ad impegnarmi in tale senso anche una volta eletto!

Per ora la campagna si struttura in una raccolta di adesioni rivolta a musicisti, operatori del settore, associazioni e cittadini che abbiano a cuore la sorte della musica dal vivo in città, vi si può aderire da qui.

L’impegno è quello che una volta eletto di fare in modo che quanto qui scritto venga messo in pratica.

Stiamo organizzando un evento per la promozione della campagna, notizie a breve.

Questa campagna per quanto mi riguarda si inserisce nella macrocampagna Venezia Libera l’Arte che  si divide in tre parti:
Venezia Libera La Musica, per la valorizzare e agevolare la musica dal vivo negli spazi pubblici e privati, occasione di aggregazione e creazione di comunità e presidio del territorio;
Venezia Libera l’Arte di Strada, proposte per valorizzare l’arte di strada e integrarla nell’offerta culturale cittadina rivedendo il regolamento che la regola;
– ColoriaMestre, per pensare Mestre come un grande foglio bianco da colorare con Illustrazioni, Poesie, Murales e interventi di Street Art.

Se vuoi conoscere gli altri progetti per quanto riguarda la cultura vai alla pagina Cultura & Comunità.

Viva l’Arte di Strada – La situazione e le proposte

La situazione dell’arte di strada a Venezia non è affatto buona eppure Venezia è la città in cui è nata la commedia dell’arte ed è stata una culla della cultura per secoli; oggi per gli artisti sono soggetti ad un regolamento sull’arte di strada che non li valorizza, un regolamento vecchio, restrittivo e sanzionatorio, che va cambiato, ci sono pochi permessi e sono difficili da ottenere, qui sotto potrete approfondire in dettaglio la situazione attuale.

Il lancio del flash mob  in piazza Ferretto di domenica 12 maggio

Il lancio del flash mob
in piazza Ferretto di domenica 12 maggio

Io sono per favorire l’arte di strada e valorizzarla, poiché può essere un motore importante per far vivere culturalmente la città a basso impatto e senza oneri per l’amministrazione, penso al centro di Mestre che langue di attività culturali, salvo qualche exploit e penso a un’offerta continua

Per questo ho dato vita alla campagna Viva L’arte di Strada che fa parte della campagna complessiva Venezia Libera l’Arte (che si occupa anche di musica dal vivo e di street art intesa come graffiti e arte urbana).

La presentazione della campagna sarà: Venerdì 22 al Circolo FLAT in via Torino dalle ore 22.
Vi parteciperanno i Fuoribordo (concerto venetian folk groove), World Trip Sounds ( dj set balkan beat) e la performance degli artisti di strada: Lucie Harrison e Andrea Nalesso dell’atelier teatro fisico Philip Radice (Torino).
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L’Attuale regolamento va cambiato quanto prima, qui sotto descrivo la situazione attuale per gli artisti di strada e qualche proposta in merito.

flash mob di domenica 10 maggio in piazza Ferretto

flash mob di domenica 10 maggio in piazza Ferretto

LA SITUAZIONE ATTUALE

Per esibirsi attualmente è necessario chiedere l’autorizzazione il mese precedente in carta da bollo (16€), ogni mese ne vengono rilasciate fino a 10 per il centro storico e 10 per la terraferma che van ritirate con altra marca da bollo (16€).
E se un artista di passaggio volesse esibirsi? Non potrebbe, e tra poco vediamo cosa rischierebbe*.

Una volta ottenuta l’autorizzazione ci si può esibire fino a 15 gg consecutivi in quel mese.
No, non ci si può esibire tutti i giorni.

E’ possibile esibirsi solo entro le 20 e non è consentito l’uso di amplificazione né di fiamme libere.
No, hai capito bene non puoi esibirti la sera! E non puoi neppure usare una piccola amplificazione, dimentica gli spettacoli col fuoco, sì, dimenticali anche in terraferma!

Ma almeno potrò esibirmi liberamente?
Citando dal regolamento: “Sono ammesse solo le seguenti tipologie:
a) suonatori;
b) cantanti;
c) burattinai;
d) madonnari;
e) giocolieri.
Hai capito bene se sei un mimo, un clown o sei un attore di commedia dell’arte non puoi esibirti per strada!

E se mi esibisco senza autorizzazione cosa rischio?
Rischi una sanzione da € 100 a € 400, la confisca e il sequestro degli strumenti e delle attrezzature utilizzate e l’impossibilità di ottenere l’autorizzazione per un anno.

PROPOSTE DI CAMBIAMENTO
Il regolamento, come detto, va rivisto puntualmente, innanzi tutto sarebbe bello reinserire i primi due articoli del vecchio regolamento del 1999 per :
“Art. 1
Il Comune di Venezia riconosce l’arte di strada quale fenomeno culturale e ne valorizza tutte le forme espressive.
Art. 2
L’arte di strada è esercitata liberamente sul territorio comunale nei limiti del presente Regolamento.”

Un’idea è quella di cambiare le modalità per il rilascio dei permessi, bisognerebbe che il comune facesse delle convenzioni con alcuni locali e circoli ove organizzare delle serate settimanali con le esibizioni degli artisti richiedenti l’autorizzazione e a fine serata verrebbero rilasciati i permessi.
In tal modo si verificherebbe che i richiedenti siano realmente artisti e a fine serata si potrebbero rilasciare direttamente le autorizzazioni; queste serate porterebbero programmazione e diventerebbero momenti di comunità per gli artisti di strada e i cittadini.

Bisogna anche cambiare la durata dei permessi anche solo 15 giorni, e aumentarne il numero e naturalmente permettere piccoli impianti di amplificazione a batteria.

Sarebbe bello che questi cambiamenti nascessero da un forum di artisti di strada locali e non cui invitare anche la FNAS (Federazione Nazionale Artisti di Strada) che più volte si è espressa in merito.

Per approfondire:
inchiesta di repubblica sull’arte di strada;
– l’attuale regolamento sull’arte di strada del Comune di Venezia;
– il vecchio regolamento del 1999 del comune di Venezia.

Questa campagna per quanto mi riguarda si inserisce nella macrocampagna Venezia Libera l’Arte che  si divide in tre parti:
Venezia Libera La Musica, per la valorizzare e agevolare la musica dal vivo negli spazi pubblici e privati, occasione di aggregazione e creazione di comunità e presidio del territorio;
Viva l’Arte di Strada, proposte per valorizzare l’arte di strada e integrarla nell’offerta culturale cittadina rivedendo il regolamento che la regola;
– ColoriaMestre, per pensare Mestre come un grande foglio bianco da colorare con Illustrazioni, Poesie, Murales e interventi di Street Art.

Studenti raccontano il Social Media Marketing dopo un progetto di alternanaza scuola Lavoro

Chi meglio di chi vive continuamente bombardato dal Social Media Marketing può capirlo, analizzarlo e saper usare a proprio favore i suoi meccanismi?

Domani, martedì 12 maggio alle ore 15.00 presso la sede del Liceo G. Bruno dell’ormai unito Liceo G. Bruno – R. Franchetti, quattro studenti che ho accompagnato in un progetto di alternanza scuola/lavoro col progetto regionale Tekne, condurranno un incontro in cui faranno scoprire ai partecipanti il funzionamento e alcuni segreti del Social Media Marketing… non attraverso la solita conferenza, bensì grazie a un seminario esperienziale, nato dal mio invito ai ragazzi ad innovare e a rompere gli schemi del classico seminario di restituzione che avviene alla fine di un progetto.

Ecco, questa è la scuola che mi piace, quella che si relaziona con il mondo circostante e non tiene i ragazzi all’interno di una bolla di sapone, ma li stimola e li mette al confronto con il mondo reale.

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Io mi sono occupato di parte di formazione dei ragazzi sul Social Media Marketing e di stimolarli alla realizzazione del seminario finale, che i ragazzi hanno completamente organizzato in piena autonomia, dalla locandina alla promozione.

Il progetto è realizzato da Sive Formazione in collaborazione con l’I.I.S. Bruno Franchetti e l’azienda Omega Group e finanziato dal Fondo Sociale Europeo.

Venezia Libera l’Arte di Strada – Flash Mob in piazza Ferretto

Oggi flash mob itinerante per cambiare il regolamento comunale sull’arte di strada!
Si parte alle 17 da piazza Ferretto a Mestre!

L’arte di strada se gestita opportunamente potrebbe diventare un’occasione importante di rivitalizzazione del centro di Mestre.
Attualmente sono disponibili pochi permessisolo mensili, da richiedere 15 giorni prima in carta bollata, nel regolamento attuale non vi è nessuna valorizzazione della libera espressione, anzi è un regolamento vessatorio verso gli artisti.

#Venezialiberalartedistrada

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Uno sconosciuto mi ha detto 3 motivi per cui mi voterà

Oggi pomeriggio ho fatto un po’ di volantinaggio per la campagna elettorale, in strada parlando con i passanti.

Tra le molte persone mi ha rallegrato la giornata un signore sui sessantacinque anni con i baffi, il quale inizialmente mi ha detto che non voleva votare alle elezioni, a quel punto gli ho spiegato la mia voglia di rinnovamento e l’ho invitato a leggere il mio volantino, se n’è andato borbottando.

Cinque minuti dopo è tornato a dirmi che aveva cambiato idea e che mi avrebbe votato, specificandomi che lo avrebbe fatto per ben tre motivi:

  1. la mia Gioventù,
  2. i miei Studi,
  3. il mio Entusiasmo.

Penso che questi tre motivi singolarmente non siano sufficienti, ma insieme diventano una miscela molto potente!
Essere riuscito a convincere uno sconosciuto che avrebbe voluto astenersi mi ha reso molto felice.
Il merito in parte lo devo anche ai volantini quindi eccoli qua:

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A5_retro_low

scaricabile da qui in pdf

Cos’è un’ipercasa? – intervento a Ex-Plip Magical Urban Box

Qui sotto l’intervento che mi ero preparato per la Charrette Ex Plip Magical Urban Box

ex plip magical

A differenza di molti degli altri relatori non son un professore, o meglio, lo sono, ma insegno informatica, suvvia non fate quelle facce preoccupate stasera, per vostra fortuna o forse sfortuna, non vi parlerò di informatica.

Sono qui perché sono un membro del direttivo di AEres Venezia, cui partecipo con l’associazione Luoghi Comuni con la quale mi occupo da anni di eventi in città, ed in particolare di carattere sociale con lo scopo più o meno esplicito di creare occasioni per lo sviluppo di relazioni e comunità e per una riappropriazione dei luoghi pubblici.

Quello che vi racconterò stasera è un ragionamento, una ricerca assolutamente personale e perennemente in fieri che sto sviluppando negli anni; vedrete il mio contributo sarà un ragionamento teorico, ma inferito dalla pratica e che, in questa sede, potrà concretizzarsi, grazie al vostro lavoro dei prossimi giorni.

Il mio interesse da una decina d’anni si è focalizzato sulla comunità e sui luoghi ed in particolare sui luoghi di comunità, temi sui quali come detto ho avuto l’opportunità di lavorare in città, ma al contempo di rifletterci.

Qualche anno fa fui invitato a Parco del Contemporaneo, un ciclo di conferenze di riflessione su Forte Marghera organizzato da Roberto Caldura, lì proposi per la prima volta la suggestione del concetto di ipercasa; in quell’occasione per provare a inquadrare il ruolo del Forte proposi di pensare alla città proprio come un’ipercasa.

Il prefisso iper come ben sapete si utilizza per aggiungere una dimensione a un concetto già noto, un cubo può essere visto come un iperquadrato, ovvero un quadrato con anche la terza dimensione, allo stesso modo gli ipertesti rispetto ai testi contengono una dimensione in più data dai collegamenti ipertestuali (ok, la smetto, ve l’avevo promesso, non vi parlerò più di informatica).

In sostanza proposi un parallelismo tra casa e città, quest’ultima vista come un’“ipercasa” formata da “iper-stanze”: in quest’ottica si possono definire le case dei singoli come una sorta di iper-camere da letto della città, luoghi privati deputati soprattutto ad attività di riposo;

analogamente possiamo definire gli, uffici ovvero i luoghi di lavoro nella logica delle iper-stanze come degli iper-studi; i ristoranti si possono vedere come iper-sale da pranzo, i parchi come iper-giardini.

Nelle case tutte le stanze tranne una assolvono ad uno scopo preciso, a differenze delle altre l’unica stanza che non assolve per sua natura a un ruolo specifico è il soggiorno: luogo di accoglienza, incontro, ma anche di ozio, lettura e creatività.

Portando avanti il parallelismo proposi di pensare al forte come una possibile incarnazione dell’archetipo di spazio pubblico inteso come “luogo comune” come iper-soggiorno: uno spazio in cui la cittadinanza possa trovare casa, dove possa esprimersi, formarsi e crescere, luogo in cui si sviluppi un senso di comunità basata sul senso civico e sulla cultura.

Inquadravo in quell’ottica il possibile sviluppo di Forte Marghera.

Pian piano riflettendo mi sono accorto che quella visione, ovvero il parallelismo tra città e casa, poteva funzionare ma il concetto di ipercasa non era del tutto calzante, per due motivi.

Il primo: il concetto di casa, che nella nostra società è sempre più un luogo del tutto intimo e privato, luogo di atomizzazione più che di comunità (pensiamo ai monolocali per single…).
il secondo: perché in quella suggestione la città non era davvero un’ipercasa, non aveva davvero una dimensione in più, per quanto affascinante, quello sviluppato, era semplicemente un parallelismo, la città si configurava come una casa più grande, aumentavano semplicemente le proporzioni, era semplicemente un cambiamento di scala.

Oltretutto quello era una sorta di modello descrittivo, seppur con qualche spunto, c’era ben poco di innovativo e totalmente soggetto al paradigma imperante; tuttavia il concetto di cosa potesse essere un’ipercasa era un problema aperto affascinante.

Il fatto che ogni luogo inteso (come iperstanza) avesse un senso univoco pian piano col tempo ha iniziato a starmi stretto, era uno schema da catena di montaggio, uno schema innaturale e insalubre.

Quante volte in casa utilizziamo impropriamente una stanza, quante volte ci attardiamo a leggere in bagno, ci fermiamo a studiare o a lavorare in cucina o facciamo il bilancio di entrate e uscite stesi a letto.

Ho quindi ripensato il concetto di ipercasa accantonando il parallelismo stretto con la città.

Ho tentato di inquadrare la dimensione ulteriore di un’ipercasa rispetto a una casa, trovandola nella dimensione relazionale tra diverse soggettività.
A quel punto mi si è chiarito che non si dovesse pensare la città come ipercasa, ma si dovesse altrimenti inquadrare il concetto di ipercasa in uno spazio pubblico, un “luogo comune” di relazione, che dovesse al contempo essere percepito come casa, come “luogo intimo”, in cui riconoscersi e sentirsi al sicuro; un’ipercasa deve possedere una pluralità di funzioni al proprio interno, analogamente a come una casa che grazie alle varie stanze assolve a diverse funzioni, ma con in più la dimensione relazionale.

L’ipercasa mi piace pensarla come un luogo che sia portatore di un ordine disordinato e di un disordine ordinato, anche in opposizione all’ordine asettico che con brutalità travolge persone, vite e relazioni all’altare in nome di una presunta efficienza.

Vedo quindi il Palaplip come un’ipercasa in cui attività di natura diversa convivano fianco e fianco in un brulicare di progettualità, profit, no profit, low-profit, in cui possano convivere la bioosteria, la libreria della decrescita, uno spazio co-working, uno spazio off a libero accesso, uno spazio eventi, sale riunioni, una bottega dell’altra economia…

Pensando ad AEres posso aggiungere che uno dei progetti che più l’ha caratterizzata e rappresentata in questi anni è stato il mercato del biologico e sociale; l’idea di mercato ha già in sé e pone al centro la relazione, meticciandola con lo scambio anche economico, valorizzando la conoscenza dei prodotti quindi il consumo consapevole e la personalizzazione e il rapporto fiduciario tra produttore e consumatore; l’altraeconomia di fondo è quella il cui scopo non è massimizzare il profitto, ma generare benessere per la comunità in un’ottica di relazione, di valorizzazione della persona e di attenzione ai soggetti più fragili siano essi persone svantaggiate, l’ambiente naturale o persone che vivono in paesi in via di sviluppo.

Probabilmente Maurizio dirà che sto dicendo una corbelleria, “se sbaglio mi corriggerà”, mi sembra, se posso azzardare, che la svolta nel mio concetto di ipercasa, tra prima e seconda maniera, rispecchi in qualche modo il passaggio che c’è stato tra il concetto di Responsabilità Sociale d’Impresa e Innovazione Sociale, nel primo caso un’impresa si occupa anche del benessere dei suoi stakeholder nel secondo caso l’occuparsi della socialità è insito nell’impresa o nel soggetto stesso che porta avanti un’attività.